A volte la parte più difficile non è trovare
un evento, ma capire se valga davvero la pena andarci proprio per te.
Oggi gli eventi sono tantissimi: conferenze,
festival, incontri raccolti, business breakfast, attività per famiglie, dirette
online, masterclass ed eventi privati. La scelta si è ampliata, ma il tempo
delle persone non è aumentato. Per questo la scheda di un evento ha smesso di
essere una semplice locandina. In sostanza, è diventata una promessa di
esperienza: che atmosfera ci sarà, chi sarà presente, quanto ti sentirai a tuo
agio e se quell’evento corrisponderà al tuo umore, alle tue aspettative e alla
tua vita reale.
L’intero mercato si sta muovendo in questa
direzione. Il settore degli eventi continua a mostrare un forte interesse per i
format offline: nel suo report di settore, Bizzabo ha rilevato che il 66% degli
organizzatori prevedeva di organizzare più eventi, mentre il 57% segnalava una
crescita della partecipazione agli eventi in presenza. Per un utente comune
questo significa una cosa semplice: ci sono più buone opzioni e quindi bisogna
scegliere con maggiore attenzione.
Non ogni evento “interessante” è il
tuo evento
Molti hanno vissuto questa esperienza: leggi
una descrizione e pensi che dovrebbe piacerti sicuramente. Poi arrivi sul posto
e capisci che, anche se sulla carta va tutto bene, in realtà non fa per te.
Troppo rumoroso. Troppo formale. Troppo lungo. Troppo networking. Troppa poca
concretezza. Oppure semplicemente l’atmosfera non è quella che ti aspettavi.
Il problema non è sempre nell’evento stesso.
Spesso il punto è che la scheda non ha aiutato la persona a interpretare
correttamente il format. Ha venduto un’emozione, ma non ha dato comprensione.
Una buona scheda evento non dovrebbe cercare
di convincere tutti indistintamente. Il suo compito è più sottile: aiutare una
persona a riconoscersi in quell’evento. Oppure, al contrario, a capire per
tempo che è meglio cercare altro. E questo, tra l’altro, non è uno svantaggio
per l’organizzatore, ma un vantaggio. Meno registrazioni casuali ci sono, più
aumenta la probabilità che arrivi proprio il pubblico giusto, quello che lì si
troverà davvero bene.
Che cosa guardiamo in una scheda
evento — anche se non ce ne accorgiamo
Di solito sembra che la decisione venga presa
in fretta: ci piace l’immagine di copertina, il titolo ci colpisce, vediamo un
tema familiare e ci viene subito voglia di cliccare su “registrati”. In realtà,
però, quasi sempre dentro di noi si attiva un’intera serie di domande
silenziose.
Prima di tutto, cerchiamo di capire il
format. Sarà un incontro tranquillo o un evento sociale più attivo? Si andrà
soprattutto per ascoltare o per partecipare? È un posto dove si può andare da
soli, o è meglio andarci in compagnia? Serve una preparazione? Ci sarà un dress
code? Si può arrivare in ritardo? È appropriato portare con sé un bambino?
L’atmosfera è adatta a una coppia, ad amici o a colleghi?
In secondo luogo, la persona valuta quasi
immediatamente la logistica. Dove si svolge? Quanto è comodo arrivarci? Quante
ore richiederà? A che ora finirà? Ha senso attraversare tutta la città per un
programma di un’ora e mezza? Nella vita reale la scelta degli eventi avviene
molto raramente nel vuoto. Deve sempre competere con il lavoro, gli
spostamenti, la famiglia, la stanchezza, il meteo e decine di circostanze
quotidiane.
E poi c’è la questione delle aspettative. Che
cosa otterrò esattamente da questo? Nuovi contatti? Informazioni utili? Una
bella serata? Tempo con mio figlio? Ispirazione? Utilità pratica? Relax? Se la
scheda non aiuta a rispondere almeno in parte a questa domanda, la persona
comincia a riempire da sola i vuoti. Ed è proprio lì che nasce la futura
delusione.
Più la scheda è onesta, più è
probabile che l’evento piaccia davvero
A volte sembra che una buona scheda evento
sia prima di tutto una bella confezione. In realtà non è così. Una
presentazione curata può attirare l’attenzione, ma è la chiarezza che aiuta
davvero a decidere.
Non è un caso che le piattaforme e le guide
per gli organizzatori consiglino sempre più spesso di indicare, al momento
della pubblicazione di un evento, non solo i dati di base ma anche dettagli
pratici: che tipo di format è, per chi è adatto, quando conviene arrivare, se
c’è parcheggio, come è strutturato il programma e quali limiti o particolarità
è bene conoscere in anticipo. Eventbrite sottolinea direttamente l’importanza
di una scheda evento ottimizzata e comprensibile come parte di una promozione efficace.
Ed è logico. Quando una persona vede non solo
una “bella idea”, ma anche una struttura chiara dell’evento, prova più fiducia.
Le diventa più facile collegare quell’evento alla propria vita reale, e non a
un’immagine astratta.
A volte la cosa più importante si
nasconde nei dettagli
Capita che due eventi sullo stesso tema
sembrino quasi identici, ma che uno venga percepito subito come “mio”, mentre
l’altro no. La differenza spesso sta proprio nei dettagli.
Per esempio, in una scheda si legge
semplicemente: “laboratorio di ceramica”. In un’altra viene specificato che è
adatto ai principianti, dura due ore, include tutti i materiali, ha un format
raccolto, si può partecipare da soli, sono consigliati abiti comodi, una parte
dell’attività si svolge in piedi e per i bambini sotto una certa età potrebbe
risultare difficile. A quel punto nasce non solo l’interesse, ma anche una
sensazione di prevedibilità. La persona capisce a cosa sta aderendo.
Lo stesso vale per gli eventi business, i
festival, le conferenze, i brunch, i programmi per famiglie e gli incontri
serali. Più l’organizzatore descrive con onestà l’esperienza reale dell’ospite,
minore è il rischio che qualcuno arrivi a “qualcosa che non fa per lui”.
È un ottimo principio non solo per le
piattaforme di eventi, ma per la comunicazione moderna in generale: alle
persone non piace essere costrette a indovinare. Apprezzano quando si parla con
loro in modo umano.
Perché questo è particolarmente
importante?
Quando una piattaforma raccoglie formati di
evento diversi, la scheda assume un ruolo quasi decisivo. Perché l’utente non
arriva semplicemente per scorrere un feed, ma per trovare una corrispondenza
con la propria esigenza: in termini di umore, tempo, compagnia, budget e
persino fase della vita.
Per questo, su events.syampya.com, sono
particolarmente preziose non solo le pubblicazioni ben fatte, ma le schede da
cui si può davvero capire il carattere dell’evento. Per l’utente è importante
non solo vedere il titolo e la data, ma anche sentire: questa storia parla di
me oppure no?
Ed è proprio questa la forza di un buon
marketplace di eventi. Non si limita a mostrare una scelta. Aiuta a ridurre la
distanza tra una persona e l’evento giusto per lei. Non quello che si
pubblicizza più forte, ma quello che è davvero adatto in questo preciso
momento.
Per alcuni sarà un incontro di lavoro senza
rumore inutile. Per altri, un evento per famiglie nel fine settimana. Per altri
ancora, un format in cui è comodo andare da soli. E più la scheda è precisa,
più aumenta la probabilità che l’evento trovi “la sua” persona.
Come leggere una scheda evento con un
po’ più di attenzione
Forse la domanda principale da farsi
quando si sceglie non è: “Sembra interessante?”
Meglio chiedersi invece: “Mi sentirò
bene in questo format?”
Non in generale. Non in teoria. Ma proprio tu
— con il tuo carattere, il tuo ritmo, la tua compagnia, le tue aspettative e le
tue circostanze reali. Se, dopo aver letto la scheda, riesci a immaginare
abbastanza chiaramente la tua giornata o la tua serata, probabilmente la
descrizione è fatta bene. Se invece resta troppo vago, è meglio cercare più
dettagli o scegliere un altro evento.
Perché un buon evento non è sempre quello più
rumoroso, più di tendenza o più prestigioso. Molto spesso è semplicemente
quello che coincide con te.
E questa coincidenza di solito inizia da una
cosa semplice: una scheda evento onesta, chiara e viva.
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